IL RITROVAMENTO DI UN EROICO PASSATO

La Sepoltura degli Alpini Mezzacasa e Leone sul Col del Bos
“È QUA, È QUA…”
Annunciò così l’Alpino Marco Mezzacasa, figlio di chi scrive, il ritrovamento, sul Col del Bos (zona Tofane, per chi l’avesse dimenticato) della prima sepoltura degli Alpini Giovanni Mezzacasa e Fabio Leone.
Marco, essendo di gran lunga il più giovane della compagnia, precedeva gli altri componenti della piccola pattuglia, composta dagli Alpini Toni Sponga, Ciano Fratta e il sottoscritto.
L’entusiasmo per il ritrovamento era alle stelle ed è stato possibile solo grazie all’aiuto e al supporto prestato in diretta, tramite WhatsApp, dall’Alpino Giovanni Spessotto.

Avevamo solo una foto della sepoltura e una descrizione sommaria del luogo; è stato Giovanni a darci la giusta indicazione:
“Una volta arrivati in cima al Col dei Bos, cercate, sul versante del Passo Falzarego, un camminamento che scende e che ha un muro a secco fatto di sassi bianchi”.
Arrivati al termine di questo muro a secco, se ne segue un altro meno vistoso che volta decisamente a sinistra.
Si prosegue per 450 metri, stando sempre radenti alla base della fascia di rocce sommitali del Col del Bos e, quando si arriva in vista di una strada bianca che percorre i prati sottostanti, con la Tofana di Rozes proprio di fronte, si giunge alla sepoltura.
Il luogo è facilmente raggiungibile anche dalla Forcella Col dei Bos.
L’azione fu ideata da Angelo Schiocchet di Sois (BL), il cosiddetto “Diavolo delle Tofane”, e mirava a scacciare gli austriaci dalla cima del Col del Bos, che era rimasta in mano al nemico nonostante gli italiani avessero conquistato l’omonima forcella.
Schiocchet rimase leggermente ferito, ma i suoi due compagni furono colpiti a morte.
Come potete vedere dalla foto, alcune parole dell’epigrafe sono incomplete, altre sono state eliminate quando, nel dopoguerra, si dovette forare la lapide per recuperare le salme:
AI DUE EROICI SOLDATI
MEZZACASA E LEONE
MORTI NEL LUGLIO 1915
MENTRE SNIDAVANO DA QUESTI MASSI
CON ANIMO INTRE[PIDO]
IL N[EMICO]
ONORAN[DO]
IL VALORE E IL [???]
IL BATT[AGLIONE BELLUNO]
LUGLIO 1915.
Dell’Alpino Fabio Leone sappiamo poco: era abruzzese e viene descritto come persona bionda, alta e taciturna.
Di Giovanni Mezzacasa sappiamo qualcosa di più: era di La Valle Agordina (BL), come quasi tutti i Mezzacasa, o Medacasa come si diceva un tempo.

“Già dal 1911, dopo essere tornato dalla Prussia, dove era emigrato come minatore, Giovanni, del ramo dei Bórse da poco trasferito a Lantràgo, aveva prestato servizio militare nella 79a Compagnia del Battaglione Belluno e, nel 1913, partecipato con Arturo Andreoletti all’esplorazione sistematica di parte del territorio per studiare la possibilità di predisporre linee difensive interne; aveva ottenuto il brevetto di Guida Alpina patentata dall’Autorità Militare.
Con l’inizio della guerra aveva partecipato alle prime operazioni nella zona della Marmolada e, quindi, era stato trasferito in Val Costeana, nella zona delle Tofane.
Anche suo fratello Pietro, dopo aver lavorato come boscaiolo e minatore, era stato richiamato alle armi… [omissis]… perse la vita per ferita alla tempia a Forcella Arghena il 3 luglio 1915; Giovanni fu colpito alla testa durante un’operazione per la conquista del Col del Bos il 12 luglio 1915.
[Omissis]
I resti di entrambi i fratelli sono conservati nel Sacrario di Pocol.” *
Roberto Mezzacasa per il Col Maòr n° 3 del 2024
*Tratto da “I MEDACASA DE LA VAL”,
opuscolo edito in proprio da Corrado Da Roit; s.d.