Amarono la libertà più che la vita…

Amarono la libertà più che la vita…

Commemorazione al Bosco delle Castagne: Belluno ha ricordato i Martiri di 80 anni fa.

Questa mattina 9 marzo 2025, al Bosco delle Castagne, si è svolta una toccante cerimonia di commemorazione in onore dei martiri impiccati dai nazisti esattamente 80 anni fa. Un momento di memoria e riflessione che ha visto una significativa partecipazione della popolazione bellunese e non solo, a dimostrazione di quanto il ricordo di quei tragici eventi sia ancora vivo e radicato nella comunità.

La cerimonia è iniziata con l’alzabandiera, la deposizione della corona a ricordo dei caduti e la celebrazione della Santa Messa, un momento di raccoglimento e preghiera per rendere omaggio a coloro che persero la vita in uno degli episodi più drammatici della Resistenza nella provincia di Belluno, ricordati con la frase “Amarono la libertà più che la vita”, riportata sulla lapide posta a loro imperituro ricordo.

L’episodio.

Era il 10 marzo 1945 quando i nazisti impiccarono brutalmente dieci partigiani al Bosco delle Castagne, come atto di feroce rappresaglia per un’operazione partigiana di qualche giorno precedente.

I dieci partigiani, detenuti presso le celle allestite dalle SS nella caserma “D’Angelo” di Belluno, vennero condotti al Bosco delle Castagne e lì impiccati ai rami di alcuni alberi, oggi monumento alla barbarie nazi-fascista e luogo di commemorazione di quanti persero la vita in nome della Libertà.

In quel triste giorno del 1945 si contano però undici vittime, giacché i nazisti, resisi conto di uno scambio di persona (Giovanni Cibien al posto di Giuseppe Cibien), rientrati in caserma provvidero a fucilare nel cortile il partigiano inizialmente indicato nell’elenco delle vittime. Un dettaglio che evidenzia ancora di più l’assoluta brutalità e la spietata logica di terrore imposta dagli occupanti nazifascisti, rendendo questo luogo un simbolo imprescindibile della memoria collettiva.

I loro nomi restano scolpiti nella memoria collettiva:

  • Mario Pasi detto “Montagna” – nato a Ravenna il 21 luglio 1913
  • Giuseppe Santomaso detto “Franco” – nato a Belluno il 25 novembre 1920
  • Francesco Bortot detto “Carnera” – nato a Belluno il 15 ottobre 1921
  • Marcello Boni detto “Nino” – nato a Perarolo (BL) il 21 gennaio 1921
  • Pietro Bertanza detto “Portos” – nato a Villanova (BS) il 13 novembre 1925
  • Giuseppe Como detto “Penna” – nato a Trichiana (BL) il 16 settembre 1925
  • Ruggero Fiabane detto “Rampa” – nato a Limana (BL) il 5 luglio 1917
  • Giovanni Cibien detto “Mino” – nato a Trichiana (BL) il 25 maggio 1925
  • Giovanni Candeago detto “Fiore” – nato a Trichiana (BL) il 19 novembre 1924
  • Joseph (soldato francese) di cui non si hanno notizie
  • Giuseppe Cibien, venne fucilato in caserma poiché per uno scambio di persona era inizialmente scampato all’impiccagione.

La cerimonia.

Dopo la funzione religiosa, hanno avuto luogo le allocuzioni ufficiali, che hanno ulteriormente sottolineato l’importanza del sacrificio di quegli uomini per la libertà e la democrazia. Paolo Gamba, intervenuto in rappresentanza del Sindaco di Belluno, ha ribadito il dovere di mantenere vivo il ricordo e il significato della Resistenza, sottolineando il valore della memoria storica per le generazioni future.

L’oratore ufficiale della cerimonia, rappresentante dell’A.N.P.I. di Ravenna, ha poi offerto una riflessione profonda sull’eredità morale lasciata dai martiri del Bosco delle Castagne. Il suo discorso ha toccato temi cruciali come l’importanza della Resistenza nella costruzione dell’Italia democratica, il pericolo dei revisionismi storici e la necessità di continuare a difendere i valori di libertà e giustizia per cui quei giovani uomini hanno sacrificato la propria vita.

Il Gruppo Alpini di Salce era degnamente rappresentato alla cerimonia: il capogruppo Stefano Brancher ha ricoperto il ruolo di alfiere con il gagliardetto del gruppo, Alberto Padoin ha portato il vessillo della Sezione A.N.A. di Belluno, mentre il sottoscritto, Michele Sacchet, ha partecipato come cronista della emozionante mattinata.

Da sottolineare la presenza di pochi gagliardetti dei nostri Gruppi, segno di una partecipazione selezionata ma significativa: erano presenti i soli gagliardetti dei Gruppi Alpini di Trichiana, Salce, Ponte nelle Alpi, Sedico/Bribano-Roe e Tisoi.

L’evento si è concluso con un momento di raccoglimento presso il luogo della strage, dove i presenti hanno potuto ascoltare i canti del Coro della Casa dei beni Comuni, in memoria delle vittime. In un aria tersa un silenzio carico di emozione ha poi avvolto il Bosco delle Castagne, un luogo che continua a rappresentare un simbolo di dolore ma anche di speranza, di lotta e di impegno civile.

Ancora una volta, Belluno ha dimostrato di non dimenticare e di voler tramandare il ricordo di chi ha combattuto per un futuro migliore. La memoria storica è un impegno collettivo e occasioni come questa rafforzano il legame tra passato e presente, affinché gli orrori della guerra e della dittatura non trovino più spazio nella nostra società.

Un’unica nota stonata: niente Inno di Mameli durante l’Alzabandiera e niente Canzone del Piave durante la posa della corona di fiori in onore dei caduti…

 

Michele Sacchet

admin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *